Sul reddito di cittadinanza:altre considerazioni da fare….

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A proposito del reddito di cittadinanza e dell’offerta di lavoro entro 100 chilometri,(ed anche oltre),ho fatto una riflessione.Ammettiamo che tale offerta venga fatta ad un uomo sposato che vive con moglie e figlio in un modestissimo appartamento oppure ad un uomo non sposato che ancora vive con i genitori. Nel primo caso è impensabile che un uomo povero disponga di un’auto che gli permetta di percorrereper due volte al giorno distanze anche di 70-80 chilometri  e se anche potesse disporre di un mezzo personale buona parte del suo guadagno se ne andrebbe in benzina e pedaggi. Nel secondo caso l’uomo potrebbe pensare di trasferirsi sul luogo di lavoro ma anche qui la retribuzione gli basterebbe per trovare un alloggio quale che sia e mangiare tutti i giorni. In entrambi i casi non vi sarebbero i benefici previsti nell’economia del loro paese per gli aumentati consumi.Nè si può affermare che potrebbero servirsi del trasporto locale tenuto conto di quanto accade ai pendolari nella ricca e progredita Milano.  Ancora se nel primo caso l’uomo rifiutasse sarebbe ritenuto persona che non ha voglia di lavorare, gli offriranno altre possibilità ma sempre più lontano…. e allora? ancora mi chiedo: se questi posti di lavoro, più o meno vicini o lontani, esistono,  visto l’alto tasso di disoccupazione,sia pure con percentuali diverse,  presente in tutto il paese,possibile che ancora nessuno li abbia accettati ?non sarà che la soluzione al problema sarebbe nel crearli i posti di lavoro?

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