Qualce tempo fa si è assistito ad una spettacolo esilarante ma anche deprimente. Durante il dibattito in Parlamento sui diritti civili alle coppie omosessuali alcuni parlamentari hanno grossolanamente sbagliato le parole “stepchild adoption” abbreviandole, modificandole e tentando maldestramente e  inutilmente di pronunciarle in modo corretto. E’ vero che fino ad una quarantina di anni fa nelle scuole si studiava prevalentamente il francese ma quando si deve fare un intervento in Parlamento il meno che si possa fare, se non evitare di dire sciocchezze, almeno di pronunciarle correttamente. Ed è questo l’aspetto deprimente: molti di coloro che ci rappresentano sono distratti e mediocri. Ma a parte questo aspetto, un altro ci indigna. Quando si finirà con questo uso, peraltro spesso improprio, di parole inglesi ad ogni piè sospinto? Cito: jobact, family day,dream, team, look, coming out,shopping, question time , gender, trendy e si potrebbe continuare anche solo aggiungendo titoli dei films, di trasmissoni televisive,(italiane), e perfino la pubblicità di prodotti che siamo invitati ad acquistare. Aggiungo ancora le insegne dei negozi: un piccolo bar viene chiamato “last resort”, o negozi di abbigliamento “smart lady” o “sixty italy retail”. Sarà una forma di snobismo o un velleitario bisogno di sentirsi più importanti perchè….. più internazionali? Questo linguaggio costantemente imbastardito è un’offesa ad una cultura millenaria, alla nostra identità italiana ed appare tanto più ingiustificato in quanto si dispone di una lingua molto ricca di nomi,aggettivi,verbi e sinonimi. Uno  stesso concetto può essere espresso in forme diverse che ci permettono di scegliere in che modo vogliamo far giungere il nostro messaggio. Non si vuole qui discutere l’importanza che oggi assume l’apprendimento delle lingue, in una economia globale,nel lavoro, con i mezzi di trasporto che hanno incredibilmente quasi annullato le distanze favorendo il turismo  ed anche come mezzo di conoscenza tra i popoli. Ma quando si parla italiano, si parla italiano e basta. ( naturalmente utilizzando i termini stranieri di oggetti tecnici  che derivano il loro nome da chi ha inventati o dal luogo in cui  vennero prodotti.) E’ inoltre importante sottolineare un altro aspetto. Si dice spesso che siamo un paese di vecchi molti dei quali con un tasso di scolarità molto basso e quindi anche privi di strumenti di ricerca. Vogliamo far capire anche a loro di cosa stiamo parlando?

2 commenti su “Si ride ma non solamente…..”

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