Parliamo di medici…..che non lo sono

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Qualche tempo fa è apparso sul quotidiano La Repubblica un articolo in cui si parlava di un scontro tra l’on. Giorgetti, che criticava le prestazioni dei medici di base, e l’on. Bongiorno che li difendeva dicendo che migliaia di persone ogni giorno si rivolgono a loro.(già ma chi non ha soldi può solo andare dal medico di base) A scanso di equivoci preciso che sono una persona di sinistra, non ho nessuna simpatia per la Lega e quindi neppure per i suoi esponenti. Ma su alcuni(troppi) medici di base e purtroppo anche su medici specialisti,  qualcosa da dire c’è e purtroppo non in modo positivo.
Ciò che sto per raccontare si riferisce solo ad esperienze personali perchè se volessi citare esperienze di parenti ed amici il discorso sarebbe troppo lungo.Visita dal medico di base:”dottore ho qualche piccolo problema di incontinenza” Risposta “La mando dall’urologo” Altra visita:”dottore, mi sono apparse delle macchie sulla pelle”Risposta:”La mando dal dermatologo” Altra visita ancora:”dottore, ho un dolore alla schiena da cui non riesco a liberarmi” Risposta :”la mando dal reumatologo” Insomma, nessuna domanda e nessuno sguardo al paziente tanto da farmi pensare che la specializzazione del medico di base sia la “ricettologia”.Ma non è finita.Siamo in prestigioso poliambulatorio di Milano,appena rimesso a nuovo,visita in solvenza,prima visita 150 euro.Specialità medicina del dolore sulla cui modernità ed efficenza avevano ampiamente parlato i giornali.La paziente(mia sorella che avevo accompagnato), credendo utile per il medico una sua più completa conoscenza, gli porge i propri esami ,il primo è un cardiogramma. Il medico dice subito:”No,no metta via, io di quella roba lì non capisco niente”. Altra stanza dello stesso poliambulatorio,reparto reumatologia, sempre in solvenza, seconda visita;100 euro. Il medico guarda gli esami che aveva richiesto nella prima visita,seduta al computer,fa un paio di domande alla paziente,scrive alcune cose poi si alza e va alla porta,(come per dire la visita è finita, potete andare), porge il foglio alla paziente e dice ” Ci vediamo tra due mesi”. Il figlio dell’ anziana paziente,(io), tenta ancora di interrogare il medico:” veramente dottore volevo parlarle della pressione” .Il medico taglia corto:” Non è il mio campo”      Mi torna in mente il mio primo medico di base;per oltre un decennio ha curato tutta la mia famiglia. Di lui sì voglio fare il nome:Mario Migliavacca,operava nella zona Ticinese-Barona di Milano. Una sera,verso mezzanotte stavo terminando una relazione, quando improvvisamente ho un forte dolore al petto,difficoltà di parola,senso di mancamento .Lo chiamo , arriva subito, mi tranquillizza, mi visita ,per lui si tratta di stress. Si trattiene un po’ e sarebbe tornato la mattina seguente.All’una e mezzo il dolore si ripete con gli stessi sintomi. Lo richiamo e ritorna  con  un impermeabile indossato sul pigiama, decide di farmi ricoverare perchè possa fare subito gli esami necessari.In attesa dell’ambulanza mi conforta e mi rassicura. Per fortuna si trattava solo di stress. E a chi gli faceva notare che tratteneva troppo tempo nel suo studio, aperto fino a tarda sera, alcuni pazienti,rispondeva:”Sono soli, anziani e un po’ malandati, vogliono parlare e chi,meglio di me, può rassicurarli?”     Caro dottore,quando te ne sei andato, la grande chiesa di Santa Rita e la piazza antistante quasi non bastavano a contenere tutti coloro che erano venuti a salutarti.Ora riposa in pace, ti accompagna il ricordo affettuoso e grato di chi hai aiutato e sostenuto. Io spero tanto che i colleghi che ti hanno conosciuto, abbiano capito che per essere un medico non basta scrivere delle ricette. E solo coloro che l’hanno capito hanno scelto la professione giusta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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