Le brutte notizie,anche quando sono previste,fanno male.La schiacciante vittoria della destra non può non indurci a riflettere.E’ l’ennesima conferma che le persone vogliono certezze quali che siano e, stanchi di promesse non mantenute e di una situazione pesante per diverse difficoltà in cui si dibatte il paese,stanchi anche di politici confusi e deludenti; aderiscono a chi, con baldanza si pone come colui che risolverà tutti i problemi, penserà solo agli italiani, abbasserà le tasse e non dipenderà nè da B ruxelles nè da Strasburgo.Ma la cosa più grave non è la vittoria della Lega ma nel fatto che essa nasce da una diffusa incapacità di un  numero rilevante di cittadini,, di rilettere,confusi e smarriti, sulle promesse fatte , se potranno essere mantenute e veramente risollevare il paese; è ancora la mancanza di uno sguardo lungo sul futuro e credere che la piccola Italia potrà competere o almeno trattare con i colossi presenti nel pianeta ,la flax tax sarà la panacea di tutti i mali e i migranti, felici e contenti, sbarcheranno in altri porti o finiranno in fondo al  mare.  L’impavido Salvini, nei suoi continui comizi in giro per il paese,mi ha ricordato un lontano episodio della mia infanzia.          Ero bambina ed avevo accompagnato  mia madre a fare un acquisto in zona Sempione.Per tornare a casa mia madre decise di percorrere un  viale, lo imboccammo ma ci accorgemmo di non riuscire a percorrerlo tanta era la folla assiepata ai due lati della strada.Non sapevamo che ,di lì, doveva passare Mussolini, in visita a Milano.Arrivò infatti poco dopo. La folla sembrava impazzita tra battimani, grida, invocazioni. Io rischiai di cadere ,urtata da una donna che aveva preso il suo piccolo bambino in braccio e alzandolo verso l’alto, urlava:” duce,duce,è tuo!” Mussolini passava,su di una macchina scoperta, in piedi,in divisa le mani appoggiate sui fianchi e lo sguardo del salvatore della patria. Salvini indossa un felpa,mostra il rosario tra le dita e  si fa fotografare sorridente tra i suoi estimatori . Ma la musica è la stessa. Ricordiamocelo.

 

 

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