Ho letto con curiosità e interesse gli articoli apparsi qualche tempo fa su Repubblica e relativi alla modificazione di una voce presente sulla Treccani e richiesta da cento donne che la ritenevano    offensiva per le  donne stesse. Io non ho letto la voce incriminata ma consultando un comune  dizionario,(DEVOTO-OLI), ancora in uso nelle scuole e  un dizionario dei sinonimi,(GABRIELLI).non ho potuto non notare le differenze con cui si affrontavano i due termini uomo e donna.                             Un piccolo esempio :alla voce uomo si aggiungeva,(tra le altre cose ),di chiesa ,di scienza, di lettere,     d’arte. Per le donne questo non si diceva.Penso che nella tomba si saranno rivoltate santa Rita,  santa Caterina , Madre Teresa  di Calcutta, Rita Levi Montalcini, Madame Curie, GeltrudeBelle Elion. Artemisia  Gentileschi,Berte Morisot,Frida Kalo, Grazia Deledda, Marguerita Yourcenaur, Virginia Woolf e potrei continuare molto a lungo pur senza arrivare a Saffo. Ma io che sono una anziana signora non posso  notare con grande soddisfazione,quante cose siano cambiate  indipendentemente dalle voci sulle enciclopedie e sui dizionari.                                                                                                         Personalmente per andare all’università ho dovuto compiere ventuno anni .(quando si diventava maggiorenni nel secolo scorso), e ribellarmi a mio padre che riteneva l’università una istituzione per soli maschi, per una donna era più che sufficiente un diploma magistrale.                                                 Ed un’altra volta che accompagnai mio figlio undicenne in un ufficio comunale perchè gli fosse dato  un  documento di identità  richiesto dalla scuola media che avrebbe cominciato a frequentare.,   ci fu risposto che era necessaria  la presenza del padre.  La madre non bastava.                                                   Molti  tabù  sono caduti nella seconda metà  del secolo scorso: le donne votano, entrano in magistratura,nell’esercito. nelle forze dell’ordine. possono   diventare onorevoli, senatrici e ministri;possono divorziare  e  rifiutare una maternità, è stato abolito il delitto d’onore,   Anche nella vita sociale e famigliare molte cose sono cambiate .  Molte donne sono a capo di aziende o vi occupano posti   di prestigio e molti uomini trovano normale vivere con donne impegnate in attività importanti;è sempre più frequentì vederli al supermercato o a prendere il bambino a scuola,o a preparare  la   cena. Purtroppo ciò che accade ancora con frequenza sono le violenze sulle donne, e come vengono chiamati con una orribile parola, i femminicidi .                                                                Perchè ciò non accada più è necessaria una profonda opera  di educazione fin dall’infanzia. Le madri devono chiedere ai maschi ciò che chiedono alla femmine,impegni e doveri devono esseri gli stessi, e così deve accadere nelle scuole. E questo non vuol dire che non si accettano le diversità  che innegabilmente ci sono, ma se non sono discriminazioni costituiscono una ricchezza Voglio aggiungere che oltretutto la violenza e l’omicidio dell’uomo nei confronti della donna nascono dalla incapacità          dell’ uomo  di rinunciare  ad un suo potere assoluto che releghi la donna in uno stato di sudditanza. E qui le pene devono essere durissime,pesanti, non soggette a sconti qualunque sia la condotta del colpevole. Anche perchè la violenza e l’omicidio non sono tutti uguali .

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